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Tutto ebbe origine dal liscio, parola di Casadei

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Nata nell'entroterra padano, questa musica allegra e solare è diventata la colonna sonora della Romagna grazie all'orchestra di Raul Casadei.
"Il liscio per i romagnoli è un po' come il country per gli americani o il samba per i brasiliani: uno stile di vita, oltre che una musica popolarissima". Se lo dice Raul Casadei, l'incontrastato re di questo genere musicale, bisogna crederci.

Anche perché Raul, dimora stanziale Cesenatico, un carattere esuberante e solare ("Sono nato sotto il segno del Leone", precisa lui con una punta d'orgoglio), è figlio d'arte. O meglio: nipote d'arte. Suo zio era infatti quel Secondo Casadei passato alla storia come fondatore dell'omonima orchestra. Un nome, una garanzia. E anche un marchio di qualità per il folk made in Romagna.

"Lo zio", ricorda Raul, "fondò il gruppo nel lontano 1928. All'epoca, il sound caratteristico del liscio si basava essenzialmente su due strumenti: il sax alto e il clarinetto in do, che possiede un suono acidulo e festoso". Così Raul, che faceva il maestro elementare (ma da sempre era appassionato di musica), cominciò a collaborare con Secondo. Scriveva canzoni e, scuola permettendo, andava a suonare con lui.

Con la morte di Secondo, nel 1971, a furor di popolo la conduzione dell'orchestra passa a Raul: "Ero il suo erede naturale, migliaia di romagnoli mi scrivevano o mi venivano a parlare scongiurandomi di proseguire la "missione" dello zio. Così mi decisi: lasciai l'insegnamento definitivamente, e mi gettai a capofitto in questa straordinaria avventura musicale".

Ma Raul Casadei è anche e soprattutto un innovatore (i puristi dicono "un traditore"). Nel 1972 scrive "Ciao mare" e la presenta al Festivalbar l'anno dopo. Un grande successo: la canzone si piazza ai primi posti della hit parade e scoppia la "febbre del liscio".

Questo genere, tanto orecchiabile e danzereccio quanto difficilile, tecnicamente da suonare, era nato in origine nell'entroterra, in quella zona della Bassa Padana compresa tra Parma e Reggio Emilia. Siamo agli inizi del secolo, e questa musica diventa di dominio pubblico, si trasforma in cultura di massa senza essere massificante: "Piace a tutti", come ha scritto il musicologo Remo Melloni, "agisce da stimolo per conoscere note e spartiti, e innesca il processo della creazione musicale".

All'epoca, le orchestrine giravano di paese in paese e cominciavano la serata con un pezzo di bravura, detto "l'invito", per scaldare il pubblico e invitarlo, appunto, alle danze.
Solo più tardi il liscio si sposta sulla costa romagnola, perde in "purezza" e diventa più popolare anche tra i turisti che trascorrono il classico mese di vacanza in Riviera.

"Non a caso", sottolinea Casadei, "una ventina d'anni fa il liscio era ballato da un pubblico prevalentemente di campagna, mentre oggi ci sono molti giovani e giovanissimi che lo praticano con gran divertimento e anche con un pizzico di trasgressione. Insomma, la balera è meglio della discoteca".

E poi non bisogna dimenticare che il liscio è stato una specie di palestra della cultura interclassista. Una volta, infatti, solo i ricchi potevano permettersi il lusso di andare a ballare. La gente del popolo non aveva questa possibilità, anche perché la giornata lavorativa era molto più lunga e non esisteva il concetto di tempo libero. Il liscio ha dato questa opportunità alle classi meno abbienti, e ha "democratizzato" la cultura.

Oggi l'Orchestra Casadei può vantare oltre sessant'anni di attività, migliaia di concerti, milioni di chilometri su e giù per l'Italia, una trentina di dischi e più di quattrocento canzoni in repertorio. E questo nonostante Raul si sia ritirato dalle scene nel 1980: "Avevo fatto una vita durissima per dieci anni, ero stanco e ho preferito fare largo ai giovani. Ma continuo a scrivere pezzi per l'orchestra e mi occupo di tutta la parte organizzativa, che non è poco".

In più, il vulcanico musicista di Sant'Angelo di Gatteo ha lanciato l'ennesima provocazione: il latino-romagnolo. Che cos'è? "È Musica Solare, legata alle spiagge della Romagna, e deriva da una mia ricerca sulle radici del ballo liscio e sulle diverse tradizioni etniche latine e mediterranee: così il clarinetto in do si è avvicinato ai bonghi e alle maracas e ha sposato altri ritmi".

E per divulgare il verbo della Musica Solare, Casadei ha creato la Nave del Sole, una showboat itinerante che propone tre mini-crociere al giorno sull'Adriatico con un menu a base di ballo, allegria e spettacolo. Naturalmente con tutti i successi vecchi e nuovi del Maestro come colonna sonora, da "La canta" a "Simpatia", da "Amico sole" a "Romagna capitale". E il liscio tradizionale? "Diventerà archeologia. Mentre il mio liscio moderno diventerà la musica nazionale da ballo". Parola di Casadei.
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