Tutto ebbe origine dal liscio, parola di Casadei
Nata nell’entroterra padano, questa musica allegra e solare è diventata la colonna sonora della Romagna grazie all’orchestra di Raul Casadei.
“Il liscio per i romagnoli è un po’ come il country per gli americani o il samba per i brasiliani: uno stile di vita, oltre che una musica popolarissima”. Se lo dice Raul Casadei, l’incontrastato re di questo genere musicale, bisogna crederci. Anche perché Raul – cinquantott’anni portati con grande allegria, dimora stanziale Cesenatico, un carattere esuberante e solare (<<Sono nato sotto il segno del Leone>>, precisa lui con una punta d’orgoglio) – è figlio d’arte. O meglio: nipote d’arte. Suo zio era infatti quel Secondo Casadei passato alla storia come fondatore dell’omonima orchestra. Un nome, una garanzia. E anche un marchio di qualità per il folk made in Romagna.
<<Lo zio>>, ricorda Raul, <<fondò il gruppo nel lontano 1928. All’epoca, il sound caratteristico del liscio si basava essenzialmente su due strumenti: il sax alto e il clarinetto in do, che possiede un suono acidulo e festoso>>. Così Raul, che faceva il maestro elementare (ma da sempre era appassionato di musica), cominciò a collaborare con Secondo. Scriveva canzoni e, scuola permettendo, andava a suonare con lui. Con la morte di Secondo, nel 1971, a furor di popolo la conduzione dell’orchestra passa a Raul: <<Ero il suo erede naturale, migliaia di romagnoli mi scrivevano o mi venivano a parlare scongiurandomi di proseguire la “missione” dello zio. Così mi decisi: lasciai l’insegnamento definitivamente, e mi gettai a capofitto in questa straordinaria avventura musicale>>.
Ma Raul Casadei è anche e soprattutto un innovatore (i puristi dicono “un traditore”). Nel 1972 scrive “Ciao mare” e la presenta al Festivalbar l’anno dopo. Un grande successo: la canzone si piazza ai primi posti della hit parade e scoppia la “febbre del liscio”. Questo genere – tanto orecchiabile e danzereccio quanto difficilissimo tecnicamente da suonare – era nato in origine nell’entroterra, in quella zona della Bassa Padana compresa tra Parma e Reggio Emilia. Siamo agli inizi del secolo, e questa musica diventa di dominio pubblico, si trasforma in cultura di massa senza essere massificante: “Piace a tutti”, come ha scritto il musicologo Remo Melloni, “agisce da stimolo per conoscere note e spartiti, e innesca il processo della creazione musicale”. All’epoca, le orchestrine giravano di paese in paese e cominciavano la serata con un pezzo di bravura, detto “l’invito”, per scaldare il pubblico e invitarlo, appunto, alle danze.
Solo più tardi il liscio si sposta sulla costa romagnola, perde in “purezza” e diventa più popolare anche tra i turisti che trascorrono il classico mese di vacanza in Riviera.
<<Non a caso>>, sottolinea Casadei, <<una ventina d’anni fa il liscio era ballato da un pubblico prevalentemente di campagna, mentre oggi ci sono molti giovani e giovanissimi che lo praticano con gran divertimento e anche con un pizzico di trasgressione. Insomma, la balera è meglio della discoteca>>.
E poi non bisogna dimenticare che il liscio è stato una specie di palestra della cultura interclassista. Una volta, infatti, solo i ricchi potevano permettersi il lusso di andare a ballare. La gente del popolo non aveva questa possibilità, anche perché la giornata lavorativa era molto più lunga e non esisteva il concetto di tempo libero. Il liscio ha dato questa opportunità alle classi meno abbienti, e ha “democralizzato” la cultura.
Oggi l’Orchestra Casadei può vantare oltre sessant’anni di attività, migliaia di concerti, milioni di chilometri su e giù per l’Italia, una trentina di dischi e più di quattrocento canzoni in repertorio. E questo nonostante Raul si sia ritirato dalle scenenel 1980: <<Avevo fatto una vita durissima per dieci anni, ero stanco e ho preferito fare largo ai giovani. Ma continuo a scrivere pezzi per l’orchestra e mi occupo di tutta la parte organizzativa, che non è poco>>.
In più, il vulcanico musicista di Sant’Angelo di Gatteo ha lanciato l’ennesima provocazione: il latino-romagnolo. Che cos’è? <<È Musica Solare, legata alle spiagge della Romagna, e deriva da una mia ricerca sulle radici del ballo liscio e sulle diverse tradizioni etniche latine e mediterranee: così il clarinetto in do si è avvicinato ai bonghi e alle maracas e ha sposato altri ritmi>>.
E per divulgare il verbo della Musica Solare, Casadei ha creato la Nave del Sole, una showboat itinerante che propone tre mini-crociere al giorno sull’Adriatico con un menu a base di ballo, allegria e spettacolo. Naturalmente con tutti i successi vecchi e nuovi del Maestro come colonna sonora, da “La canta” a “Simpatia”, da “Amico sole” a “Romagna capitale”.
E il liscio tradizionale? <<Diventerà archeologia. Mentre il mio liscio moderno diventerà la musica nazionale da ballo>>. Parola di Casadei.



