RICCIONE: Condizioni del mare Adriatico
Giugno 1995. Il ricordo delle mucillagini è lontano. Anzi, remoto. A Gabicce (un gioiello di spiaggia che dal 1989 ottiene regolarmente la “bandiera blu” della Comunità Europea) i pescatori del porto-canale sorridono guardando con orgoglio il loro bel mare, che in effetti si stende verso oriente come un’immensa tavola dalla tonalità intensamente azzurra. Una chiecchierata con loro, o con i loro colleghi di Cesenatico o di Fano, serve già a capire alcune cose. Dai loro racconti emerge l’immagine di un Adriatico che sostanzialmente non è mai cambiato, e che, anzi, per certi aspetti negli ultimi anni è andato migliorando rispetto alla situazione di un decennio fa, quando si dipingeva a fosche tinte il pericolo dell’eutrofizzazione (abnorme fioritura delle microalghe: fenomeno da non confondere con quello delle mucillagini, come subito si vedrà). Merito, soprattutto, dei numerosi depuratori costieri e della legge che nel 1986 ha messo al bando il fosforo dai detersivi ridecendo di ben diecimila tonnellate all’anno la dispersione in mare di questa sostanza inquinante.
Le mucillagini? <<Ma quello non è inquinamento. Quella è roba antica, che conoscevano anche i nostri bisnonni>>, concordano i pescatori. <<Si tratta di un fenomeno periodico e del tutto naturale. I nostri vecchi, quando accadeva, ogni 20 o 25 anni, dicevano: quest’anno il mare bolle. . E nessuno se ne preoccupava>>. I pescatori non saranno degli scienziati, ma in questo caso hanno perfettamente ragione.
<<Si tratta di zuccheri prodotti da varie specie di alghe>>, spiega infatti Attilio Rinaldi, biologo marino. <<È un fenomeno naturale già segnalato dagli studiosi nel ‘700. E sembra che a provocarlo siano degli inverni particolarmente secchi: l’apporto nutritivo si riduce, la biomassa algale è scarsa, e allora le alghe, per compesare questo stress ambientale, producono le mucillagini. L’Adriatico non ha l’esclusiva in questo campo. Fenomeni analoghi sono stati segnalati anche in Sardegna, al Giglio e a Montecristo…>>. Aggiungiamo che in altri Paesi il fenomeno ha ricevuto curiosi nomi popolari; gli inglesi, per esempio, lo chiamano poeticamente arine snow, ossia “neve di mare”.
Ma apriamo una parentesi. Per rispondere una volta per tutte alla fatidica domanda: perché il mare di Rimini e dintorni non ha, vicino alla riva, le trasparenze di tanti altri luoghi del Mediterraneo, o delle stesse acque dell’Adriatico orientale e meridionale? Ecco un problema interessante, ma più facile a risolversi di quanto non si possa immaginare. In breve: è tutta questione di sabbia e di fondale (infatti l’acqua, in se stessa, è bellissima: e basta andare col “moscone” al largo di due o trecento metri per averne conferma). La sabbia della Riviera Adriatica è davvero speciale: di color ocra bruno, terrosa, finissima e leggera come il talco. I fondali in prossimità delle spiagge, come ben si sa, sono di norma molto bassi. Si cammina a volte per centinaia di metri con le gambe a mollo prima di raggiungere le boe che segnalano l’inizio delle acque profonde.
Risultato di questi due fattori combinati: basta un leggerissimo moto ondoso, anche quello prodotto da una tranquilla brezza, per sommuovere la sabbia dal fondo e portarla in sospensione…
Ma torniamo all’inquinamento. <<La situazione sta decisamente migliorando rispetto a qualche anno fa>>, dice Attilio Rinaldi. <<L’Adriatico è sotto costante e rigoroso controllo. La via che finalmente s’è imboccata è quella della prevenzione>>. Negli ultimi anni , la “Daphne II”, l’imbarcazione-laboratorio varata dalla Regione Emilia-Romagna per il controllo dell’Adriatico, e la “Goletta Verde” della Legambiente hanno scandagliato le acque della Riviera, incrociando al largo di Rimini, Cesenatico e Riccione. Poi, confortati dai dati raccolti attraverso gli esami e con l’ausilio di speciali telecamere subacquee, gli esperti hanno dato il disco verde per le stagioni balneari: il mare è pulito, si tuffi chi può. E così, anche le “avanguardie” tedesche hanno ripreso a invadere il litorale più amato e redditizio d’Italia.



